Il consueto appuntamento culturale di Primavera ANDI EMILIA ROMAGNA, tenutosi a Parma sabato 11 Aprile 2026, si è incentrato su alcuni moderni sviluppi in Odontoiatria Conservativa, una branca di fondamentale importanza nella pratica clinica quotidiana degli studi ed in costante evoluzione, con materiali compositi e matrici sempre più performanti e versatili.

La giornata si è aperta con il saluto ai partecipanti del Presidente Regionale Dr Paolo Paganelli, che ha sottolineato la grande intensità del periodo attuale caratterizzato dal rinnovo imminente delle cariche regionali e nazionali in Andi, auspicando una competizione corretta e leale tra i vari candidati in previsione delle prossime elezioni.  Il segretario culturale Dr Montosi ha a questo punto presentato il relatore della giornata, il Dr Marco Maiolino, ricordando come l’applicazione di una restaurativa sempre più orientata alla mini-invasività e a all’utilizzo di tecniche dirette sia attuale e presente nella pratica quotidiana di ogni studio dentistico.

Il Dr Maiolino ha iniziato la propria relazione evidenziando alcune tra le principali problematiche nella pratica clinica in tema di odontoiatria restaurativa: difficoltà di ricostruzione di denti particolarmente compromessi, presenza di crack dentinali e ipersensibilità, margini profondi o punti di contatto ampi e irregolari: problematiche che talvolta si accompagnano anche a disponibilità economiche limitate dei pazienti e che rendono più difficoltoso il ricorso a tecniche indirette. Il relatore ha evidenziato come, in casi dove un tradizionale restauro diretto in composito stratificato potrebbe non essere adeguato, un approccio semplificato mono-massa con un composito in pasta riscaldato ed iniettato possa risultare molto vantaggioso. Tale tecnica, che prevede appunto l’esecuzione di restauri diretti monolitici iniettando il composito in pasta nella cavità, si avvale dell’utilizzo di specifiche matrici in mylar di diversa forma e misura a seconda dell’indicazione clinica. Questa tecnica, con l’ausilio del giusto composito correttamente riscaldato e della matrice con forma e dimensione adeguata, può essere applicata a molti casi clinici differenti: dalla chiusura di diastemi e dalle ricostruzioni estetiche del gruppo frontale ad ampie ricostruzioni nei settori posteriori. Il Dr Maiolino ha illustrato i passaggi necessari alla realizzazione del restauro, cominciando dai settori posteriori, avendo cura di lavorare su una superficie adeguatamente detersa dal biofilm anche mediante un sistema aero-abrasivo. La tecnica prevede poi una sovraestensione intenzionale di composito interprossimale sia in direzione vestibolare che linguale, in modo da trasportare la zona critica dell’interfaccia dente-composito in una posizione più facilmente lucidabile da parte dell’operatore e meglio detergibile dal paziente. Il relatore ha mostrato diversi casi clinici nei quali la tecnica è stata applicata con successo anche a restauri molto profondi nei settori posteriori, avvalendosi anche della papillectomia gengivale per isolare il campo operatorio quando necessario alla corretta rilocazione del margine. Questa tecnica, permettendo di trattare direttamente e in modo più predicibile lesioni cariose anche molto profonde, può essere un’ottima risorsa per il trattamento di pazienti con disponibilità economiche limitate e non in grado di sostenere attualmente la spesa di un restauro indiretto, permettendogli di trattare la patologia cariosa e mantenere comunque il proprio elemento dentario.  Il relatore ha sottolineato come, fornendo immediatamente una ricostruzione solida e stabile con la corretta adesione del composito, questi restauri possano nel tempo divenire la base per un restauro indiretto eseguito in un secondo tempo, diventando di fatto una ottima ricostruzione pre-protesica. Il relatore ha evidenziato come l’utilizzo delle matrici in mylar, dotate di grande capacità di autosigillo, e di capsule di composito scaldato e iniettato direttamente all’interno della cavità, migliori significativamente tutti i parametri del restauro semplificandolo e rendendone più rapida l’esecuzione anche in casi complessi. È stato evidenziato come, non essendoci alcuna evidenza in letteratura di un miglior risultato con l’uso della stratificazione tradizionale in più masse in termini di riduzione delle bolle e della contrazione da polimerizzazione, un approccio più semplice e comunque efficace possa essere un’ottima soluzione per i casi dove il tradizionale flusso di lavoro sarebbe difficilmente applicabile.

Prima dell’interruzione per il pranzo il Dr Scarpelli, coordinatore del comparto tecnico dell’area liquidatori e fiduciari di Oris Broker, ha tenuto una breve relazione evidenziando le principali caratteristiche della polizza per Soci Andi e sottolineandone le notevoli agevolazioni economiche per i colleghi più giovani e la completezza della copertura per tutti gli assicurati anche in termini di assistenza legale. A seguito della pausa, i lavori congressuali sono ripresi concentrandosi sull’applicazione della tecnica di iniezione in zona anteriore. Il Dr Maiolino ha evidenziato attraverso l’esposizione di diversi casi clinici come la particolare bombatura delle matrici per i settori anteriori risulti molto utile per ricreare l’anatomia coronale in zona incisiva nei casi di chiusura di diastemi o del cosiddetto “black triangle interdentale” nei pazienti con esiti di malattia parodontale. L’applicazione di composito posizionato in un solo apporto, senza irregolarità di superficie e in seguito perfettamente lucidato, fornirà non solo un ottimo risultato estetico, ma anche una superficie maggiormente detergibile per il paziente rispetto a quella della radice esposta. L’approccio diretto con iniezione di composito mono-massa offre una soluzione a minore impatto biologico per i casi estetici nei quali non sia necessario un intervento più radicale sul dente, consentendo di non preparare le superfici, ma di intervenire in modo additivo senza sacrificio di tessuto dentale. L’uso di questa tecnica, pur con i limiti estetici di un approccio mono-massa che devono essere chiariti al paziente illustrandogli le varie alternative terapeutiche, offrirà una soluzione economicamente più accessibile a molti pazienti in grado di dare comunque un miglioramento estetico notevole.  Il relatore ha comunque sottolineato che l’utilizzo di questa tecnica per una riabilitazione “full mouth” debba invece essere molto più cauto per tutte le difficoltà di una gestione diretta dei casi di rialzo di dimensione verticale. Il Dr Montosi ha concluso i lavori congressuali della giornata ringraziando il relatore e salutando tutti i partecipanti, ricordando il prossimo appuntamento culturale di settembre nella consueta sede di Cervia.